le forme del libro: cenni strici

La più antica forma libraria nasce in Egitto. Sulle sponde del Nilo cresceva la pianta Cyperus papyrus dalle cui fibre vegetali si ricavava il foglio di papiro: il più diffuso supporto di scrittura del mediterraneo. 

Nell’antichità greco romana il rotolo detenne il primato per testi e documenti di natura più importante. La sua nascita si collega all’utilizzo del papiro come supporto scrittorio. L’avvolgimento avveniva intorno ad un bastoncino di legno o di osso, umbilicus in latino, alle cui estremità, dette cornua, era attaccato un pezzo di pelle, pergamena o papiro, che portava scritto il titolo dell’opera. Il rotolo poteva essere chiuso in una fodera di pelle mentre più rotoli erano conservati in scatole cilindriche e cosparsi di olio di cedro per contrastare la presenza di insetti.. Quando il rotolo conteneva un’intera opera letteraria, esso diventava volumen.

La pergamena, invece, prende nome dalla città di Pergamo (nell'Asia minore) dove è stata introdotta attorno al II secolo a.C. come alternativa al papiro. Nel mondo antico la pergamena non era diffusissima, in quanto la produzione del papiro era molto più abbondante e meno costosa. A partire dal V secolo la diffusione della pergamena aumentò fino a diventare il principale supporto per la scrittura durante il Medioevo, per poi essere completamente sostituita con la carta a partire dal XII secolo.

Fenomeno molto importante nella storia del libro è il passaggio dal rotolo al codex (inizia nel I secolo a.C.) che viene realizzato con le pagine di pergamena, rilegate con filo e protette da una copertina. Questo passaggio è dovuto a differenti fattori:la ricerca di soluzioni per una lettura e consultazione molto più agevole; il bisogno di riunire in opere sempre più vaste un crescente numero di scritti. Il tutto si accompagna alla limitazione del papiro come materiale di conservazione (circa 200 anni) e alla nascita del Cristianesimo. Questa nuova religione si differenziava dalle religioni antiche per il diffuso utilizzo degli scritti e immagini, considerati la parola di Dio[1]. Questa esigenza rese fondamentale la scrittura di testi sacri come la Bibbia per l’insegnamento e la celebrazione della liturgia. I libri sacri divennero opere preziose e iniziarono a realizzarsi rifiniture di estrema ricchezza che mettevano in risalto il valore attribuito loro dalla fede. Questa fu una delle ragioni per cui i libri medievali si trasformarono in autentiche opere d’arte di inestimabile valore.

Con l’avvento della stampa qualcosa cambia. La stampa non creò un libro dalla forma nuova: il libro continuava ad avere la forma del codex, anche se la tecnica per realizzarlo era completamente differente da quella dei copisti. La stampa raggiunse un pubblico piuttosto ampio. Il libro non apparteneva più ad una stretta cerchia di ricchi e colti nobili ma entrò anche nelle case delle persone più umili che non sempre avevano un elevato livello di alfabetizzazione

In questa epoca del computer, a mio avviso, l’arte del libro deve ritrovare la sua dimensione artigianale e l’artista deve riappropriarsi del contatto con la materia.

Ritengo che la dimensione artigianale per un’artista del libro sia di estrema importanza.

La diffusione attuale degli e-Book è da ricondurre alla comparsa di apparecchi dedicati alla sua lettura: l’e-Reader. Il Kindle, il Kobo, il Tolino sono oggi i più venduti, ma in commercio esistono numerosi altri modelli.

È impossibile paragonare tali e-Reader all’antico manoscritto miniato la cui bellezza e preziosità dei materiali e delle immagini captavano completamente l’attenzione del lettore. Oggi si parla di estetica del contenuto e non più del libro oramai smaterializzato.

Gli e-Reader sono più maneggevoli, meno costosi del libro, più facili da trasportare e sono fruibili in tutto il mondo. Tutti aspetti da non sottovalutare, eppure leggere un e-Reader non è come leggere un libro: perché?

Umberto Eco ci aiuta a fare qualche riflessione:

inoltre c'è una bella differenza tra toccare e sfogliare un libro fresco e odoroso di stampa e tenere in mano una chiavetta. Oppure tra recuperare in cantina un testo di tanti anni fa che reca le nostre sottolineature e le nostre note a margine, facendoci rivivere antiche emozioni, e rileggere la stessa opera, in Times New Roman corpo 12, sullo schermo del computer[2]

Un altro importante spunto di riflessione sul libro cartaceo rispetto all’e-Book ce lo dà ancora Umberto Eco :

la ragione per cui i libri avranno lunga vita è che abbiamo la prova che sopravvivono in ottima salute libri stampati più di cinquecento anni fa, e pergamene di duemila anni, mentre non abbiamo alcuna prova della durata di un supporto elettronico. Nel giro di trent'anni il disco floppy è stato sostituito dal dischetto rigido, questo dal dvd, il dvd dalla chiavetta, mentre nessun computer è più in grado di leggere un floppy degli anni Ottanta e quindi non sappiamo se quanto c'era sopra fosse durato non dico mille anni ma almeno dieci. Quindi, meglio conservare la nostra memoria su carta [2].

Nei primi anni del 1900 un significativo rinnovamento del libro da un punto di vista dell’estetica visiva e non strettamente strutturale nasce in ambito poetico. Nel 1914 viene pubblicato dall’editore Ambroise Vollard per le “Editions de la Nouvelle Revue Francaise”, la versione definitiva di un’opera del poeta Stephan Mallarmè. Il volume contiene un’unica poesia dal titolo “Un coup de dés jamais n’abolira le hasard” (un colpo di dadi mai abolirà il caso) e rappresenta il primo testo poetico tipografico che sarà l’inizio per le avanguardie artistiche e le neo avanguardie per la realizzazione di “nuovi libri”. Qui il testo rompe completamente con l’impostazione grafica tradizionale. Sulla scia di Mallarmè anche Filippo Tommaso Marinetti nel Il manifesto tecnico della letteratura futurista (1912) apre il campo a nuove forme espressive come il paroliberismo o parole in libertà in cui le parole perdono tra loro valore semantico, viene abolita la punteggiatura ma di contro si dà più forza al carattere tipografico e alle onomatopee. Il paroliberismo va in una direzione differente da Mallarmè in quanto abbiamo un differente orientamento della scrittura (obliqua rispetto al foglio), caratteri tipografici molto diversi tra loro e anche la dimensione del testo è completamente libera e variabile. La dimensione extraverbale assume grande importanza come lo dimostra il testo futurista Zang tumb tumb (1914). Tale libro è una raccolta di poesie che parlano di battaglie, le lettere esplodono nella pagina e le pagine si ampliano perché non riescono ad essere contenute dal libro. Il libro è un oggetto passatista per il futurismo, la rivoluzione del libro si fa attraverso un nuovo uso della tipografia.

Un altro importante cambiamento del libro che si avrà nel XX secolo è legato a nuove poetiche artistiche che hanno fatto del libro il luogo di incontro di differenti forme d’arte. Nascono sia i libri d’artista che gli oggetti libro, i primi in tiratura limitata e i secondi in copia unica, vere e proprie opere d’arte e che, in alcuni casi, sono sculture che si “muovono” nello spazio.

Il libro d’artista affonda le sue radici al periodo del primo ‘900 nell’ambito delle avanguardie storiche. Di particolare interesse per la loro caratteristica struttura/forma del libro è il libro imbullonato di Depero e la Lito - latta progettato da Tullio d’Albisola.

Ugualmente interessante è il primo libro metallico di Marinetti che contiene la raccolta di poesie in libertà futuriste olfattive tattili termiche. Realizzato nel 1932.

Il punto di raccordo tra le opere in forma di libro delle avanguardie storiche e la successiva produzione che caratterizza l’arte degli anni ‘60 – ‘70 è rappresentato da Twentysix Gasoline Stations di Edward Ruscha. Questo è il primo libro d’artista della storia. Twentysix Gasoline Stations è un lavoro d’arte che muta completamente i significati e i linguaggi dei libri illustrati  e dei livres de peintres  tradizionali. Ruscha rompe con la consuetudine bibliofila, con la “qualità” della bella edizione, con la stampa raffinata e la preziosità delle edizioni firmate e limita e diventa anche occasione per sovvertire la logica produttiva[3]. In questo caso l’artista si impossessa di tutti i ruoli non solo legati alla produzione del libro ma anche alla distribuzione: elimina la figura dell’editore e produce il libro in proprio. In questa condizione l’artista è in totale libertà senza alcun condizionamento esterno. L’artista-autore diviene totale padrone e responsabile della sua opera così come, sin da quel momento, lo era stato solo dei suoi disegni e dei suoi dipinti e mai dei suoi libri. Twentysix Gasoline Stations fu edito nell’Aprile del 1963. 

Il libro oggetto è il principe dei libri d’artista. Nei primi tempi il libro oggetto sarà opera di numerosi lavori nell’ambito della poesia visiva e della poesia concreta degli anni ‘60 sulla scia delle avanguardie del ‘900. Solo successivamente verrà utilizzato anche nell’ambito della pittura e della scultura. Di grande importanza è il materiale di cui è fatto il libro e, nel tempo, avremo un’ampia produzione di libri bruciati, imbullonati, chiodati, incollati, legati, cotti, bucati, libri di particolare invenzione e creatività.



[1] Josep Cambras, La rilegatura, il Castello, Milano, 2006


[2] http://espresso.repubblica.it/opinioni/la-bustina-di-minerva/2010/08/05/news/non-fate-il-funerale-ai...


[3] Giorgio Maffei, Twentysix Gasoline Station, rivista web Wuz n° 8, 2002


BIBLIOGRAFIA

Germano Celant, Book as artwork: 1960/1970, in Data n°1, 1971

Giorgi Maffei, Il libro d’artista, Sylvestre Bonnard, Milano, 2003

Fabio M. Bertolo, Paolo Cherubini, Giorgio Inglese, Luisa Miglio, Storia del libro e della scrittura, Carrocci editore, Roma, 2004

Josep Cambras, La rilegatura, il Castello, Milano, 2006

Simone Ferrari, Introduzione alla miniatura, edizioni Sylvester Bonnard, Milano, 2006

SITOGRAFIA

https://it.wikipedia.org/wiki/Libro_dei_morti

https://it.wikipedia.org/wiki/Papiro

http://www.arte.it/opera/depero-futurista-4648

https://www.artribune.com/professioni-e-professionisti/who-is-who/2016/11/depero-e-il-libro-imbullonato-una-campagna-per-ripubblicarlo/......Marco Enrico Giacomelli

http://www.fondazioneberardelli.org/libri_artista.php

http://www.tuttomondonews.it/i-libri-di-piombo-di-anselm-kiefer/POSTED ON 10 NOVEMBRE 2015 BY GIULIA BUSCEMI I libri di piombo di Anselm Kiefer

https://www.ilpost.it/libri/